1.9. Tool di amministrazione del cluster

Red Hat Cluster Suite fornisce una varietà di tool per configurare e gestire il vostro cluster di Red Hat. Qusta sezione fornisce una panoramica dei tool di amministrazione disponibili con Red Hat Cluster Suite:

1.9.1. Conga

Conga è un set di componenti software in grado di fornire una gestione ed una configurazione centralizzata dello storage e dei cluster di Red Hat. Conga fornisce le seguenti funzioni:
  • Una interfaccia web per la gestione dello storage e del cluster
  • Implementazione automatizzata dei dati del cluster e pacchetti di supporto
  • Integrazione semplice con i cluster esistenti
  • Nessuna necessità di eseguire la riautenticazione
  • Integrazione dello stato del cluster e dei log
  • Controllo più meticoloso sui permessi dell'utente
I componenti primari di Conga sono luci e ricci, i quali non possono essere installati separatamente. luci è un server eseguito su di un computer in grado di comunicare con cluster multipli e computer tramite ricci. ricci è un agent eseguito su ogni computer (un membro del cluster o un computer standalone) gestito da Conga.
luci è accessibile tramite un web browser e fornisce le tre funzioni più importanti accessibili attraverso le seguenti schede:
  • homebase — Fornisce i tool usati per aggiungere e cancellare i computer, gli utenti e per la configurazione dei privilegi dell'utente. Solo un amministratore di sistema è in grado di accedere a questa scheda.
  • cluster — Fornisce i tool usati per la creazione e la configurazione dei cluster. Ogni istanza di luci elenca i cluster impostati con quel luci. Un amministratore del sistema può gestire tutti i cluster presenti su questa scheda. Altri utenti potranno amministrare solo i cluster verso i quali l'utente avrà i permessi per la gestione (conferiti da un amministratore).
  • storage — Fornisce i tool per l'amministrazione remota dello storage. Con i tool presenti su questa scheda, sarete in grado di gestire lo storage sui computer, senza considerare se essi appartengono o meno ad un cluster.
Per amministrare un cluster o uno storage, un amministratore deve aggiungere (o registrare) un cluster o un computer su di un server luci. Quando un cluster o un computer risultano registrati con luci, l'hostname FQDN o indirizzo IP di ogni computer, viene conservato in un database luci.
Potete popolare il database di una istanza luci tramite un'altra istanza luci. Questa capacità fornisce un mezzo per la replica di una istanza del server luci, e fornisce un aggiornamento efficiente insieme ad un percorso di prova. Quando installate una istanza di luci, il suo database risulta vuoto. Tuttavia è possibile importare parte o tutto il database luci da un server luci esistente, quando implementate un nuovo server luci.
Ogni istanza di luci presenta un utente al momento dell'installazione iniziale — admin. Solo l'utente admin è in grado di aggiungere i sistemi ad un server luci. Altresì il suddetto utente può creare account aggiuntivi e determinare quali utenti sono in grado di accedere ai cluster ed ai computer registrati nel database di luci. È possibile importare gli utenti a gruppi in un nuovo server di luci, in modo simile al processo d'importazione dei cluster e dei computer.
Quando un computer viene aggiunto ad un server luci per essere amministrato, l'autenticazione viene eseguita solo una volta. Per questo motivo non è necessario alcun processo di autenticazione supplementare (a meno che il certificato usato non venga annullato da un CA). Successivamente è possibile configurare e gestire in modo remoto i cluster e lo storage attraverso l'interfaccia utente di luci. luci e ricci comunicano tra loro attraverso XML.
Le seguenti figure mostrano esempi delle tre schede più importanti di luci: homebase, cluster, e storage.
Per maggiori informazioni su Conga, consultate la Configurazione e gestione di un Red Hat Cluster, e l'aiuto disponibile online con il server di luci.
Scheda homebase di luci

Figura 1.24. Scheda homebase di luci

Scheda cluster di luci

Figura 1.25. Scheda cluster di luci

Scheda storage di luci

Figura 1.26. Scheda storage di luci