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4.2.2. Nuovo Init System
systemd è il gestore del servizio e del sistema e sostituisce SysV init system usato nelle versioni precedenti di Red Hat Enterprise Linux.
systemd è il primo processo ad essere avviato durante il boot e l'ultimo ad essere terminato al momento dell'arresto del sistema. Questo processo coordina il resto del processo d'avvio e configura il sistema per l'utente. Con systemd i programmi interdipendenti possono eseguire il caricamento in parallelo, velocizzando così il processo d'avvio.
systemd è in gran parte compatibile con SysV in termini di esperienza utente e API di script. Tuttavia esistono alcune eccezioni. Per informazioni consultare Sezione 4.2.2.1, «Compatibilità con le versioni precedenti».
L'implementazione di systemd implica anche una modifica degli strumenti di amministrazione per Red Hat Enterprise Linux. Consultare la pagina man di systemctl o la Red Hat Enterprise Linux 7 System Administrator's Guide per informazioni.
Per maggiori informazioni sul processo d'avvio consultare la Red Hat Enterprise Linux 7 Installation Guide. Per maggiori informazioni su systemd consultare la Guida Red Hat Enterprise Linux 7 System Administrator. Entrambe le guide sono disponibili su http://access.redhat.com/site/documentation/Red_Hat_Enterprise_Linux/.
4.2.2.1. Compatibilità con le versioni precedenti
systemd è in gran parte compatibile con SysV in termini di esperienza utente e API di script. Tuttavia sono presenti alcuni casi dove la compatibilità è limitata.
- I comandi standard
/etc/init.d/servicename(start,stop,status) sono ancora operativi. Tuttavia Red Hat consiglia l'uso dei comandi/usr/sbin/service servicename, in quanto eseguono l'inoltro diretto asystemde non ai legacy init script. - Supporto limitato per il run level. Tutti i run level SysV eseguono una mappatura su target systemd, non tutti i target systemd eseguono una mappatura sui run level SysV. Alcuni controlli per il run level corrente ritorneranno
N(run level sconosciuto). Red Hat consiglia di non usare i controlli del run level e usare i target systemd più utili. - Per impostazione predefinita i run level legacy 2, 3, e 4 eseguono una mappatura sul target
multi-user.targetsystemd. Gli utenti possono modificare questo comportamento configurando diversi target systemd. - I servizi verranno eseguiti correttamente e non erediteranno alcun contesto dell'utente che esegue l'invocazione. Gli init script che dipendono da un contesto ereditato non funzioneranno.
- systemd non supporta azioni aggiuntive all'interno di init script. Se avete la necessità di usare azioni diverse da
start,stop, ostatus, spostatele in uno script ausiliare. - Le informazioni sull'intestazioni relative a Linux Standard Base sono ora completamente interpretate e utilizzate da systemd al momento dell'esecuzione.
- Tutte le operazioni init script hanno ora una scadenza di 5 minuti, impedendo così il blocco del sistema a causa di uno stato inattivo di init script.
- systemd arresta solo i servizi in esecuzione; i servizi non avviati non verranno terminati durante l'arresto del sistema.
- chkconfig mostra solo le informazioni sul run level e i servizi SysV e può contenere informazioni incorrette. Red Hat consiglia l'uso del comando
sysctl. - I servizi SysV, anche quelli con privilegi root, non possono più acquisire lo scheduling in tempo reale.
- I servizi non possono più eseguire la lettura da stdin. Se avete bisogno di script interattivi, considerate l'uso di un framework di interrogazione per la password minimo supportato da systemd. Maggiori informazioni su questa funzione sono disponibili sulla pagina man:
$ man systemd-ask-password
- Le precedenti versioni di Red Hat Enterprise Linux includevano uno script di pre-installazione specifico per System z (
linuxrc.s390), il quale avviava i sistemi System z al boot time. Il nuovo sistema init sostituisce lo script di pre-installazione. I sistemi System z vengono ora avviati in modo simile ai sistemi AMD64, Intel® 64 e Power.

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