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2.6. Backup del file systema

È importante eseguire backup a intervalli regolari del file system GFS2 in casi di emergenza, senza considerare la dimensione del file system. Numerosi amministratori si sentono protetti poichè utilizzano il RAID, multipath, mirroring, istantanee e altre forme di ridondanza.
Può essere problematico creare un backup poichè questo processo eseguito nei confronti di un nodo, o gruppo di nodi, generalmente richiede la lettura dell'intero file system in sequenza. Se si esegue il processo da un nodo singolo, il nodo in questione manterrà tutte le informazioni in cache, fino a quando altri nodi nel cluster iniziano a richiedere i lock. L'esecuzione di questo tipo di programma durante le funzioni normali di un cluster, avrà un impatto negativo sulle prestazioni.
L'abbandono della cache dopo il completamento del backup riduce il tempo necessario ad altri nodi per ottenere una cache/lock del cluster. Questa situazione ancora non è quella ideale poichè gli altri nodi avranno sospeso la memorizzazione in cache dei dati, prima di poter iniziare il processo di backup. Per abbandonare la cache usare il seguente comando dopo il completamento del backup:
echo -n 3 > /proc/sys/vm/drop_caches
Il processo potrebbe essere più veloce se ogni nodo esegue il backup dei propri file, in questo modo il processo verrà suddiviso tra i nodi presenti nel cluster. Per fare questo usare uno script che utilizzi il comando rsync su directory specifiche ai nodi.
Il modo migliore per eseguire un backup del GFS2 è di creare una istantanea dell'hardware sul SAN, presentare l'istantanea ad un altro sistema ed eseguire il backup. Il sistema usato per il backup dovrebbe montare l'istantanea con -o lockproto=lock_nolock, poichè quest'ultima non sarà all'interno del cluster.